CORSO BASE DI CARTOGRAFIA ED ORIENTAMENTO
Spesso ci troviamo ad operare in zone non note, in condizioni difficili e
dobbiamo rispondere a richieste di spostamenti senza conoscere perfettamente
il territorio.
Come possiamo, in tali condizioni, rispondere a queste sollecitazioni senza il
rischio di "smarrire la strada"?
Abbiamo a disposizione le carte geografiche, fogli di carta pieni di simboli e
di parole che spesso ci sono sconosciuti e, se non interpretati correttamente,
possono indurci a grossolani errori.
Durante questo corso impareremo ad interpretare correttamente le carte
geografiche e ad usare la bussola e l'altimetro.
Ovviamente non è un corso teorico che potrà chiarire tutti i
"misteri" di interpretazione e di uso delle carte geografiche ma
risulta indispensabile anche una buona pratica sul campo.
Definizioni
generali
La definizione di carta geografica si può sintetizzare in queste semplici
parole:
Una rappresentazione grafica approssimata, ridotta e simbolica, di una parte
della superficie terrestre su un piano, ovvero su un foglio di carta.
Analizziamo alcune di queste parole.
Classificazione
delle carte
Le carte si possono classificare in base ai fenomeni rappresentati e/o
secondo la porzione di territorio rappresentata.
La classificazione rispetto ai fenomeni potrebbe essere la seguente :
Per i nostri scopi ci avvaliamo generalmente di carte fisico-politiche
contenenti quindi sia la conformazione del terreno che le costruzioni
dell'uomo.
Le carte si possono suddividere a loro volta anche secondo la porzione di
territorio rappresentato ovvero della scala.
Ovviamente il dettaglio sarà man mano crescente andando da un planisfero
ad una mappa.
La differenza dei dettagli rappresentati è dipendente dalla scala.
La scala
La scala è la prima entità da prendere in considerazione quando si legge
una carta, maggiore sarà la scala maggiore saranno i dettagli presenti.
La scala è il rapporto fra la distanza misurabile sulla carta (sempre 1) e la
distanza reale sul territorio.
Se una carta topografica ha la scala 1:25.000 significa che un centimetro
sulla carta equivale a 25.000 centimetri nella realtà ovvero 250 metri, la
stessa distanza misurata su una carta con scala 1:100.000 equivale ad 1
chilometro.
È quindi di fondamentale importanza avere immediatamente la sensazione delle
dimensioni reali del territorio rappresentato su di una carta.
Ad aiutarci in questo compito oltre alla scala numerica esiste anche la scala
grafica, ovvero un segmento sul quale sono riportate in maniera grafica e
numerica le distanze reali sul territorio.
Tutte le carte devono riportare sia la scala numerica che quella grafica.

I segni
convenzionali
Altro elemento sempre presente su una carta sono i segni convenzionali, si
tratta di una leggenda, normalmente presente su un angolo della carta stessa,
su cui sono indicati dei simboli e dei colori con a fianco il loro
significato. Generalmente in tale leggenda sono indicati tutti i simboli
grafici ed i colori che possiamo incontrare nella lettura della carta. I
simboli ed i colori sono standardizzati, ovvero i più comuni sono identici in
tutte le carte, ma una parte di questi spesso sono specifici di una singola
carta, ne deduciamo che è buona norma confrontare ciò che si vede su una
mappa e la relativa legenda.

Le curve di
livello
Per la rappresentazione di territori non piani (colline, monti,
depressioni, ecc.) si fa uso delle curve di livello o isoipse. Sono linee
immaginarie che uniscono tutti i punti situati ad una stessa quota: la prima
di queste linee coincide allora con la costa del mare, poi avremo una curva di
livello che unisce tutti i punti a quota 100 metri, un'altra per i punti a
quota 200 metri, ecc.
Nell'esempio sopra si dice che l'equidistanza è di 100 metri. L'equidistanza
è, infatti, la differenza di quota tra due curve di livello contigue (e non
la loro distanza).
L'equidistanza varia a seconda delle carte e generalmente è indicata nella
leggenda, nelle mappe in scala 1:25.000 è in genere di 10 o 25 metri.
Ogni cinque curve di livello consecutive è presente una curva di livello con
un segno più marcato rispetto agli altri, questa curva viene detta curva
direttrice e lungo il suo tracciato è sempre presente l'indicazione della
quota, dividendo per cinque la differenza di quota tra due curve direttrici
contigue si ottiene l'equidistanza.
Sarà importante saper interpretare correttamente le curve di livello al fine
di poter calcolare le difficoltà che si incontreranno nel passare da un punto
ad un altro.
Alcuni esempi chiariranno meglio tali concetti.

| In questo esempio viene rappresentata la costruzione di curve di livello per due coni regolari. |

| Qui invece vediamo il principio di costruzione delle curve di livello per una zona montuosa. |

| Ecco la rappresentazione di una collina come nella realtà e dell'equivalente su di una carta topografica. |

| Questo è un esempio di una carta topografica, cerchiamo di immaginare come tale rappresentazione sarà nella realtà. |
Distanza
reale
Per conoscere la distanza reale tra due punti (vale a dire la distanza
reale approssimata tra due punti scelti sulla carta) è necessario conoscere:
Questi due dati sono ricavabili dalla carta topografica attraverso la scala
grafica e le curve di livello.
Quindi con il Teorema di Pitagora è possibile ricavare la distanza reale.
A tale scopo possiamo osservare i due schemi sotto riportati.

Pendenza e
Inclinazione
Valutazione della pendenza e dell'inclinazione di un pendio

Considerando il triangolo BAB' e misurando l'angolo A con un goniometro noi
avremo l'INCLINAZIONE del pendio
Prendendo in considerazione il rapporto DISL / D.P. noi avremo la PENDENZA
Orientamento
di una carta
Per usare la carta sul terreno occorre innanzi tutto
"orientarla", cioè disporla in modo che i punti segnati su di essa
corrispondano, in allineamento, agli stessi punti sul terreno. Le carte sono
disegnate in modo che, disposte per la normale lettura, il Nord coincida con
la parte superiore del foglio, il Sud con quella opposta, l'Est a destra e
l'Ovest a sinistra di chi legge la carta stessa.
Qualora non ci sia corrispondenza del nord con il lato superiore della carta
si dovrà cercare sulla carta l'indicazione del nord e di conseguenza
orientare la carta secondo tale direzione.
L'orientamento della carta si può fare:
Per una corretta lettura ed interpretazione, la carta va sempre tenuta
davanti a sé, come un giornale da leggere; cioè saremo noi ad adattarci alla
carta orientata, non viceversa.

La bussola è lo strumento di base per potersi orientare con qualsiasi
condizione meteorologica. E' formata da un ago magnetico libero di girare su
di un piano orizzontale, che, per effetto del campo magnetico terrestre si
posiziona sempre lungo il meridiano del luogo, segnando quindi la direzione N
- S. Quasi sempre una delle due estremità dell'ago è colorata o a forma di
freccia: è la parte che indica il Nord. Vi sono molti tipi di bussole a
seconda degli usi a cui sono destinate; ad esempio quelle per uso terrestre
hanno stampato sul fondo i punti cardinali o la rosa dei venti. Di solito le
bussole sono con graduazione sessagesimale (divise in 360°) ed in senso
orario; solo alcune militari hanno una graduazione millesimale (divise in 6400°
millesimali). Un altro particolare molto importante delle bussole è che ve ne
sono alcune in cui l'ago calamitato appoggiato su di un perno (a volte munito
di rubino per diminuire gli attriti), ruota nell'aria contenuta nella scatola
della bussola. In altre, tale scatola, ovviamente stagna, è riempita di
liquido che può essere glicerina, petrolio bianco o miscela di acqua e
alcool. Questo composto che evita che si geli alle basse temperature, ha lo
scopo di rallentare il movimento dell'ago magnetico e di evitare che si muova
continuamente mentre si esegue un rilevamento. L'ago immerso in liquido è
molto stabile e permette quindi di fare rilevamenti con maggiore rapidità. E'
questo un particolare importantissimo, tenuto anche conto che in montagna ci
si trova spesso in posizione scomoda. Infine bisogna sempre ricordare quanto
sia importante, maneggiando la bussola, tenerla lontana da masse metalliche.
La loro influenza, variabile a seconda dei tipi di bussola, può raggiungere
anche parecchi gradi, con le conseguenze che si possono immaginare.
Ricapitolando le PARTI DELLA BUSSOLA sono:
Declinazione
magnetica
La direzione che ci dà l'ago della bussola non è esattamente quella del
nord geografico, ma forma con il meridiano su cui ci troviamo un angolo detto
"declinazione magnetica" che cambia da luogo a luogo e per una
stessa località anche con il passare del tempo. Quindi per ottenere un
preciso orientamento con la bussola, occorre conoscere il valore di
quest'angolo. La declinazione magnetica è comunque sempre segnata sulle carte
topografiche assieme all'anno di osservazione ed all'aumento o diminuzione
annuale; è quindi semplice calcolarla al momento dell'osservazione. Il
problema della declinazione magnetica è abbastanza limitato per chi frequenta
le Alpi o gli Appennini, dato che attualmente l'angolo è piuttosto
trascurabile. Inoltre, per l'uso che si fa in montagna della bussola, un grado
o due di errore non ha una grossa importanza.
Uso della
bussola
Le bussole più funzionali hanno una fessura o linea di mira per effettuare
i rilevamenti degli azimut o delle direzioni che ci interessano ed uno
specchio inferiore o superiore inclinabile che consente di osservare
contemporaneamente attraverso la fessura e il cerchio graduato e di ruotare
così quest'ultimo portando l'indicatore del Nord o lo zero della graduazione
in corrispondenza della punta dell'ago calamitato che indica il Nord. A questo
punto si potrà spostare la bussola dall'occhio e leggere in quale direzione
è l'oggetto che abbiamo rilevato. Sapremo così l'azimut, cioè l'angolo che
forma la direzione dell'oggetto rilevato con la direzione del Nord (misurato
in senso orario). Riporteremo lo stesso angolo sulla carta partendo da un
punto conosciuto, sia questa la nostra collocazione o l'oggetto che abbiamo
rilevato e che naturalmente sappiamo trovare sulla carta. Quindi una bussola
ideata appositamente facilita le cose. Se questa ad esempio ha il fondo
trasparente, potremo far coincidere il reticolo della bussola con una
corrispondente linea della carta (meridiani, paralleli, reticolato
chilometrico) e tracciare lungo tale bordo diritto una linea che sfiora il
luogo in cui ci troviamo e l'oggetto rilevato. Più punti riusciremo a
rilevare più precisa sarà la nostra posizione.
Concetto di
azimut

Trovandoci nel punto A l'azimut della quota 1873 sarà di 45° mentre dal
punto B sarà di 208°.Uso di goniometro rotondo in plastica trasparente per
riportare un rilevamento sulla carta. La linea 0° - 180° (Nord - Sud) è
situata verticalmente, parallela ai meridiani con il punto di osservazione al
centro. Sulla graduazione in senso orario, quella esterna in corrispondenza
dei 45° avremo il punto che, unito a quello di osservazione, ci darà la
direzione dell'azimut rilevato.
Orientamento
con il sole

La posizione del sole, all'incirca, alle 6 corrisponde all'Est; alle 12 al
Sud; alle 18 all'Ovest. Sfruttando questa conoscenza in modo molto pratico per
orientarsi con il sole bisogna posizionare l'orologio in modo che la lancetta
delle ore sia rivolta verso il sole. Dividendo quindi l'ora dell'osservazione
per due avremo l'ora che indicherà il Nord. L'importante è non dimenticare
che nelle ore pomeridiane l'ora va espressa con l'indicazione totale (ad es.
ore 15,30 o 17,20 e non 3,30 o 5,20) altrimenti invece del Nord avremo il Sud.
Siccome sono le 12, posizioniamo la lancetta delle ore in direzione del sole;
quindi nella direzione delle 6 (12:2) avremo il Nord.
Orientamento
con le stelle

Con il cielo sereno, di notte, possiamo orientarci con la Stella Polare.
Questa stella la troviamo in direzione Nord nel cielo dell'emisfero boreale,
cioè il nostro e appartiene alla costellazione dell'Orsa Minore o Piccolo
Carro. Possiamo trovarla con facilità cercando l'Orsa Maggiore o Gran Carro,
formata da sette stelle visibili e facilmente riconoscibili. La Stella Polare
è l'ultima del timone del Piccolo Carro e la troviamo sulla linea immaginaria
che unisce le due stelle posteriori del Gran Carro.Se non Avessimo gli
strumenti necessari per stabilire dove si trovi il Nord e ci trovassimo di
notte, con il cielo coperto o di giorno nella nebbia, bisognerà ricorrere a
tutti quei piccoli indizi che la pratica e l'osservazione ci possono dare. Un
aiuto per facilitarci le cose, è riuscire a fotografare nella mente più
indizi possibili da ricordare nel caso ci trovassimo nella nebbia. Il muschio
sugli alberi e sulle rocce, il sottobosco più umido, sono in generale degli
indizi per trovare il Nord. Le rocce brulle invece, indicano il Sud; il
maggior numero di cespugli li troviamo sui versanti Est e Ovest. Anche il
vento a volte può darci delle indicazioni utili con la sua direzione. Se ad
esempio nell'istante in cui sopraggiunge il buio o la nebbia osserveremo la
direzione del vento, sapremo proseguire in quella stessa direzione: è
sufficiente continuare a camminare ricevendo il vento dalla stessa parte del
corpo. Ci sono ancora altri elementi per orientarsi; però la bussola rimane
un aiuto prezioso e non avendo un peso eccessivo conviene sempre tenerla nello
zaino.
Valutazione
d'insieme del terreno

Se ci troviamo in luogo che conosciamo sulla carta (strada, ponte,
torrente, sentiero ecc.) e vogliamo individuare sempre su questa, un monte che
non conosciamo e vediamo, portiamo all'occhio la bussola, puntiamo in
direzione del monte che ci interessa e allo stesso tempo facciamo coincidere
il Nord del cerchio graduato con il Nord dell'ago calamitato. Ora potremo
spostare la bussola e leggere l'azimut della direzione del nostro oggetto
rilevato (in questo caso il monte) cioè l'angolo che forma tale rilevamento
con il meridiano che passa per il punto in cui ci troviamo. Occorrerà
riportare sulla carta con un segno di matita il rilevamento fatto a partire
dal punto in cui ci troviamo. Questo segno passerà in tutti i punti per
quella direzione e sarà così semplice determinare la montagna che ci
interessa in quanto altre cose, notate sia sulla carta che sul terreno, ci
aiuteranno nella sua individuazione (ad es. la forma della montagna, la sua
quota rispetto alle altre, le caratteristiche della sua parete). Per portare
un azimut sulla carta abbiamo tre metodi.
Se abbiamo la bussola a fondo trasparente, occorrerà, effettuato il
rilevamento, appoggiarla sulla carta, senza considerare l'angolo, con il lato
dritto a sfiorare il punto in cui siamo e far coincidere girando la bussola le
linee Nord - Sud oppure Est - Ovest con quelle della carta, per avere così la
direzione voluta.
Se abbiamo a disposizione un goniometro basta riportare sulla carta il
rilevamento dell'angolo letto sulla bussola con un semplice goniometro di
plastica trasparente facendo coincidere il suo centro con il punto in cui ci
troviamo, lo zero con il nord della carta e facendo un segno in concomitanza
dell'angolo rilevato. Unendo poi i due punti in precedenza segnati otterremo
la direzione del rilevamento fatto.
Non avendo la bussola a fondo trasparente dovremo orientare in anticipo la
carta, effettuare il rilevamento e ponendo la bussola sulla carta, far
coincidere il Nord dell'ago magnetico con la direzione del Nord sul cerchio
graduato: il lato dritto della bussola andrà posto a sfiorare il punto in cui
ci troviamo e ci indicherà così sulla carta il nostro rilevamento.
Come possiamo notare solo nel terzo sistema bisogna orientare la carta,
dovendo rimediare al fatto che, non avendo la bussola il fondo trasparente,
per poterla usare eventualmente come goniometro occorrerà riferirsi alla
direzione del Nord magnetico.
Trovare il
luogo in cui ci si trova
Può succedere di aver camminato per molto tempo in una zona poco
conosciuta con scarsa visibilità e di avere al ritorno di essa la necessità
di sapere dove ci troviamo. Guardando la carta ed individuando con sicurezza
almeno due elementi nell'ambiente attorno a noi potremo con facilità "
fare il punto". Occorrerà rilevare i due punti noti, ad esempio la cima
di un monte e di un passo, che riusciamo a riconoscere sulla carta; riportare
i due azimut su questa, facendo sfiorare il lato dritto del goniometro o della
bussola sui due punti noti, per trovare all'incrocio delle due linee segnate
il luogo in cui ci troviamo. Perché ciò sia il più attendibile possibile,
sarà opportuno che i due punti rilevati si trovino in angolazioni diverse e
possibilmente ad un angolo di circa 90° l'uno dall'altro. Se poi abbiamo la
possibilità di rilevare più punti, la nostra posizione sarà ancora più
precisa: anche se le linee che indicano i rilevamenti fatti raramente si
troveranno in un punto, ma formeranno un disegno geometrico in cui dentro ci
sarà le nostra posizione.
Seguire una
direzione stabilita
In molte occasioni può succedere di dover seguire una qualsiasi direzione
sul terreno con l'aiuto della bussola. L'arrivo della nebbia o più
semplicemente della notte in una zona con pochi riferimenti come una vasta
pianura o una zona boscosa, può obbligare l'uso della bussola per continuare
il nostro tragitto. Bisognerà saper trovare sulla carta il punto raggiunto e
quello verso il quale si vuole proseguire. Misureremo sulla carta l'azimut che
dovremo seguire con la bussola o con il goniometro. Ponendo il caso che si usi
la bussola, metteremo il lato dritto a sfiorare il punto in cui ci troviamo e
quello della nostra meta; gireremo poi il quadrante fino a far coincidere la
direzione Nord Sud del fondo trasparente con le stesse direzioni della carta.
Avremo così calcolato l'azimut e potremo quindi togliere la bussola dalla
carta. Se per caso non ci fosse completamente visibilità e nemmeno punti di
riferimento, dovremo farci aiutare dal nostro compagno/i. Essi andranno più
avanti di noi nella direzione stabilita e controllando frequentemente con la
bussola si farà deviare il primo compagno della fila o l'unico che abbiamo,
in modo da tenere la direzione voluta più esatta possibile. Bisogna ricordare
che non è facile andare dritti in mancanza di visibilità, perché si ha la
tendenza a piegare a destra o a sinistra.
Aggirare un
ostacolo mantenendo la direzione di marcia
A volte può succedere, quando si segue una direzione stabilita, di
trovarci davanti un ostacolo che ci fa deviare temporaneamente da questa
direzione per poi riprenderla. In caso di visibilità che ci fa vedere il
terreno al di là dell'ostacolo, dovremo individuare con la bussola un
elemento riconoscibile nella nostra direzione di marcia e raggiungerlo dopo
aver aggirato l'ostacolo, per poi riprendere la nostra direzione. Nel caso non
vi fosse visibilità, il modo più semplice è quello di deviare a destra o a
sinistra di 90°, continuare in questa direzione il pezzo necessario contando
i passi percorsi, ritornare nella direzione precedente e senza tenere conto di
altri riferimenti camminare quanto serve per superare l'ostacolo; deviare
nuovamente nella direzione opposta di 90° e percorrendo la stessa quantità
di passi dalla prima deviazione, raggiungere la nuova posizione sul
prolungamento dell'itinerario primitivo e con una conversione di 90°
riprendere quindi il percorso nella direzione voluta.

Un altro strumento molto importante per orientarsi in montagna è l'altimetro
che basandosi sulla pressione atmosferica del luogo, indica la quota del punto
in cui ci troviamo. Tale pressione, cambia con l'altezza ed ha in media il
valore di una atmosfera calcolata sul livello del mare. Essa si può misurare
con una piccola scatola metallica stagna dove all'interno è stato creato il
vuoto d'aria. Aumentando la pressione, la scatola tenderà a schiacciarsi; in
caso contrario tenderà a gonfiarsi. Sfruttando questo principio, vengono
costruiti i barometri(misuratori di pressione atmosferica). Gli altimetri, che
in pratica sono lo stesso strumento, hanno un cerchio esterno, graduato in
metri di altitudine; questo può girare rispetto a quello della pressione ,
per poter essere tarato e consentire la lettura esatta. Praticamente la
lancetta dello strumento segna la pressione riferita alla quota in cui ci
troviamo, però la pressione può anche cambiare per variazione del tempo e
della temperatura. Se tale pressione tende a salire, significa che il tempo è
volto al bello; viceversa se tende a scendere è volto al brutto E'
assolutamente indispensabile per avere valori attendibili, tarare l'altimetro
tutte le volte che incontriamo un punto quotato, cioè far coincidere la
lancetta con il valore esatto dell'altitudine del punto in cui ci troviamo. Le
quote indicate così saranno coincidenti o molto vicine a quelle reali.
Riepilogando l'altimetro:
un altimetro non e' quindi che un barometro tarato in metri!!!
Poiché la pressione atmosferica varia:
è fondamentale la taratura dell'altimetro ogni volta che riusciamo a
rilevare la quota esatta sulla carta !

| Quadrante dell'altimetro "THOMMEN" A - Indice 760 mm di mercurio B - quadrante con indicate le migliaia di metri d'altitudine C - scala barometrica (3 anelli di colori differenti) D - quadrante con scala delle altitudini da 0 a 1000 m. |
Alcune
(piccole) notizie meteo e sulla pressione
Pressione atmosferica = pressione esercitata dall'atmosfera terrestre su
qualsiasi oggetto
In condizioni di "pressione media e stabile" a livello del mare la
pressione equivale a: 760 mm hg (millimetri di mercurio) oppure a 1013 mbar (millibar)
Pressione assoluta = pressione esistente in un luogo in un dato momento
(influenzata dall'altezza del luogo e dalle condizioni atmosferiche)
Pressione ridotta a livello del mare = pressione esistente in quel luogo ma
depurata dal fattore altezza (serve a capire se si e' in alta o bassa
pressione)
Alcune considerazioni sulla pressione:
NOTA: NON VA DIMENTICATO CHE IN ALTA QUOTA, AL LEVAR DEL SOLE E AL
TRAMONTO SI CREANO SPESSO FORTI CORRENTI D'ARIA DOVUTE AL RISCALDAMENTO
DISEGUALE DEI FIANCHI DELLE MONTAGNE CHE CREANO FORTI E TEMPORANEI SBALZI DI
PRESSIONE SENZA QUASI CONSEGUENZE DURATURE SULLE CONDIZIONI METEO!
Uso
dell'altimetro per l'orientamento
Come già detto, l'altimetro, oltre ad indicare la quota, può avere anche
altre applicazioni insieme alla carta ed alla bussola. Se ad esempio ci si
trova al bivio di un sentiero e non si sa quale strada prendere, l'altimetro,
con l'aiuto della carta, ci dirà se il bivio che ci troviamo di fronte è
quello giusto o se ce n'è un altro più avanti. Con le curve di livello,
oppure con una quota riportata sulla carta, potremo sapere l'altitudine del
punto che cerchiamo e controllare con l'altimetro la quota del punto in cui ci
troviamo. Se ci si è sempre ricordati di tarare il nostro altimetro ad ogni
punto quotato, avremo un riferimento in più per il punto fatto con il sistema
dei rilevamenti degli azimut di due punti noti. Se l'altimetro non ci conferma
l'altitudine del luogo in cui noi pensiamo di essere, significa che nei
rilevamenti abbiamo sbagliato qualcosa e quindi dovremo ricontrollare tutto
quanto. Se il nostro percorso è sicuro, come nel caso di una cresta, una
valle, il "punto" ottenuto con l'altimetro sarà semplice da
ottenere e molto preciso. Anche nel caso di fare il punto rilevando due punti
conosciuti è possibile cambiare una delle due direzioni con una curva di
livello, restando quindi da fare un solo rilevamento per avere la nostra
posizione. Questo sistema è molto utile quando si riesce, come nel caso di un
orizzonte nuvoloso, ad individuare un solo elemento conosciuto; basterà
rilevare l'azimut di tale oggetto e riportarlo come sempre sulla carta.
L'incrocio del rilevamento con la curva di livello in cui ci troviamo ci darà
la nostra posizione. Con l'altimetro sarà semplice stabilire quando si è
arrivati su una isoipsa e continuare poi partendo da un luogo sicuro verso la
meta seguente. Va anche tenuto conto che, se in mancanza di visibilità, si
voglia arrivare a un punto determinato semplicemente da direzione e quota, una
volta raggiunta questa, senza trovare ad es. il bivacco o il rifugio che
cerchiamo, potremo avere il dubbio se questo si trovi più a destra o a
sinistra. Per non dover eseguire inutili esplorazioni nelle due direzioni,
sarebbe meglio arrivare alla curva di livello con una direzione che ci porti
decisamente a destra o a sinistra della nostra meta, che raggiungeremo in
seguito camminando in piano, in una direzione sicura. Un'altra utilizzazione
di questo strumento per fare il punto è quello chiamato "tangente alla
curva di livello". Usando il principio che per un piccolo tratto ogni
curva di livello è rettilinea, potremo, una volta trovata la curva su cui ci
troviamo, misurare la direzione di un tratto di essa con la bussola. Basterà
far camminare il proprio compagno in piano per dieci o venti metri e calcolare
l'azimut di quel tratto di curva. Portando poi sulla carta tale angolo
(azimut), il punto d'incrocio con l'isoipsa su cui ci troviamo c'indicherà la
nostra posizione. Vi sono sicuramente casi, specialmente se il dubbio sulla
nostra posizione varia su una grande zona di terreno, in cui tale tangente
corrisponde a più punti. Con questa possibilità bisognerà verificare altre
cose per individuare il punto in cui ci troviamo esattamente. Alcuni dei
suggerimenti che si può dare per togliere un eventuale dubbio sono: la
pendenza del terreno attorno, l'andamento della curva di livello alcuni metri
più avanti o indietro, l'incontro, nel seguire la curva, di qualche altro
elemento particolare.



